lundi 5 mars 2007

Récit de voyage.

Qual è la cosa più intelligente da fare se non si ha voglia di socializzare, se non si hanno né tempo, né soldi e una miriade di cose da fare con scadenze brevissime? Ci si prende una bella vacanza!
E voilà, proprio quello che ho fatto! Qualcuno ha pensato che fossi morta, altri stavano già cominciando a gioire per la mia lunga assenza... e invece ho solo passato qualche giorno di sana tranquillità in riva al mare.
Quattro giorni di relax, quindi, perché stavolta mi servivano sul serio (anche se alla fine avrei voluto che fossero molti di più!). Buon cibo, ottimi dolci, ottimo cidre per accompagnare il tutto e, ovviamente, un panorama fantastico attorno.
Mi sono concessa un po' di tempo per visitare quei posti che avrei voluto vedere da una vita... e 'fanculo se il tempo non c'era neanche questa volta!
Quindi, com'è il mare a febbraio nell'inverno più caldo degli ultimi due secoli?
STUPENDO. Niente turisti, i gabbiani che gridano indisturbati, la gente del posto disposta a fare quattro chiacchiere perché "tanto non c'è niente da fare".
Il proprietario di una crêperie, un omone dalle guance rosse per il troppo cidre e la barba bianca del "bretone DOC", mi chiede cosa ci faccia da quelle parti una fanciulla con l'accento "del Sud-Ovest" (confine con la Spagna ndr) e poi comincia il racconto a puntate della sua vita. Altrove una guida, chiaramente in preda degli effetti dell'ultima dose di cocaina, ci spiega in una mezz'ora i segreti di un'abbazia che è li' da più di mille anni. Sa tutto, risponde a qualunque domanda e incanta i bambini raccontando i misteri del posto.
Qualche kilometro più in là, la spiaggia racconta un'altra storia, più recente, ma meno affascinante. Sarà forse un effetto SalvateIlSoldatoRyan, sarà forse il ricordo delle lezioni di storia del Liceo, ma li' si respira ancora la guerra, il sangue e i morti. La spiaggia non è un luogo turistico, ma un museo di ricordi dove perfino i gabbiani sembrano raccontarsi continuamente la stessa storia. E' febbraio e in riva al mare non c'è nessuno, ma sinceramente non riesco a immaginarmi il posto pieno di ombrelloni colorati neanche ad agosto...
Quando non si ha una meta precisa, si domanda dove andare alle persone del posto. La proprietaria di un negozietto di dolci organizza in due frasi un viaggio che richiederebbe due settimane, ristoranti incontournables compresi. Si arriva alla Pointe du Grouin dopo cena, troppo tardi per fare delle foto. Il mio flash riesce soltanto a illuminare la targa che segnala la partenza della Route du Rhum e una scritta: "6 Juin 44. Merci".
Prima di partire si scopre per caso il bar dal nome più lungo del mondo: Le Café du coin d'en bas de la rue du bout de la ville d'en face du port...La Java. Il posto è surreale.
I non francofoni non me ne vogliano... ma le "istruzioni per l'uso" all'ingresso meritano la pubblicazione

1 commentaire:

Anonyme a dit…

Buongiorno,
le vorremmo parlare di un progetto editoriale che stiamo facendo partire.
Ci può comunicare un indirizzo e-mail a cui raggiungerla? In alternativa può contattarci lei, i riferimenti sono di seguito.
Cordiali saluti.
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