La Parigi del sole...
Periodo eccezionale per qualsiasi attività, tranne lo starsene ogni giorno chiusi in ufficio per nove ore. Senza aria condizionata.
E' inutile dirvi che, da brava anticonformista, ultimamente ho eletto la mia scrivania in ufficio a residenza principale, e passo i week end in una splendida prigione intellettuale sul Quai François-Mauriac...
Nei brevi attimi di tempo libero mi godo una primavera che a Parigi non è mai stata cosi' bella.
Le stradine anonime che amo tanto, i giardini pieni di gente e le fontane luccicanti hanno uno charme diverso quest'anno.
Ho sempre amato questa città con la nebbiolina sottile che nasconde i tetti delle case più alte, dandomi l'idea di una città senza limiti. Spesso me ne stavo seduta sulle scale di Montmartre ad osservare il paesaggio, ricreando dietro i banchi di nebbia la mia Parigi, quella dei miei sogni.
La Parigi col sole accecante l'ho sempre lasciata ai turisti innamorati della Tour Eiffel o dell'Arco di Trionfo. Mi piaceva l'insolito, il nascosto, la pioggia sottile, la Senna agitata.
Quest'anno, invece, ho scoperto la Parigi del sole, dei vicoli colorati di rosso dalla luce del tramonto, dei negozietti di primizie, dei gelati al cioccolato sulla riva della Senna.
Non so ancora quale volto di Parigi apprezzi di più. E' una città camaleontica che si adatta all'umore delle persone che la vivono ed è il mio umore che decide ogni giorno quale Parigi vorrebbe vedere fuori dalla finestra.
Quest'anno c'è il sole. E va bene cosi'.
E nessuna foto puo' spiegare la bellezza di questo posto.
