dimanche 3 juin 2007

Un (autre) été parisien...

Ed eccoci allegramente arrivati a Giugno. E visto che l'anticonformismo ormai è tanto di moda, questi ultimi scorci di primavera si sono trasformati in autunno inoltrato. Pioggia, freddino (si', "freddino", neanche "freschetto") e nuvoloni neri che ogni tanto lasciano un po' di spazio al sole, cosi' tanto per ricordarcene l'esistenza.
Si lavora con le finestre chiuse e coi maglioncini... mentre due mesi fa si invocava a piene voci l'arrivo dell'aria condizionata.
Tutto come previsto quindi. Le estati francesi cominciano ad assomigliarsi un po' tutte e il romantico grigio perla del cielo, imposto dalla produzione per commuovere i turisti giapponesi, comincia sinceramente a rompermi le palle.
Intanto i ritmi non calano. Lavoro, lavoro, lavoro e il tempo da dedicare alla tesi comincia a diminuire a vista d'occhio. Facile immaginare che la prof non sia esattamente felice di vedermi...
Ma alla fine neanch'io ho poi tanta voglia di starmene a studiare. Il periodo è un po' cosi', opaco come il cielo... e, quindi, anche l'umore diventa molto variabile.
Passo da momenti di incondizionato amore per la vita a momenti (più lunghi diciamocelo!) di letargia estrema nei quali "nulla va come dovrebbe, il mondo mi detesta e... cazzo... piove sempre in questo posto!".
Ma tutto passa, diceva qualcuno... Come passano le domeniche noiose che odio tanto. Quelle in cui tutti si riposano e tu non sai cosa fare. E alla fine, ti ritrovi nello stesso parco di sempre a mendicare un raggio di sole, mentre il tipo seduto accanto a te ti comunica che da quanto ti ha vista ha voglia di fare 10 figli con te...
Inutile dirvi che non sono cose che fanno bene all'umore...
E cosi', tra tre minuti questa domenica finirà. E domani sarà lunedi', finalmente.